Contro la “riforma” del reclutamento , il 14 tutt* a Montecitorio!

Il 14 e 15 giugno alla Camera è in discussione il progetto di legge su reclutamento e pre-ruolo universitario. Un progetto di legge che viene sbandierato come una proposta legislativa “contro il precariato”, ma che in realtà si pone in assoluta continuità con la Legge Gelmini, prevedendo una precarietà lunga potenzialmente quasi 20 anni prima di una eventuale immissione in ruolo. “Eventuale” perché naturalmente è una riforma a costo zero.
Tutto questo è inaccettabile! È necessario riaprire una discussione sull’Università che parta dalle condizioni di lavoro di chi ormai sostiene la maggior parte del carico didattico e di ricerca e che metta al centro il ruolo sociale dell’accademia nel post-pandemia. Per queste ragioni invitiamo tutte e tutti a partecipare il 15 giugno a un presidio sotto Montecitorio indetto insieme ad altre realtà.

Un Manifesto per l’Università

Il compito delle marginalità che abitano l’Università e ne sostengono letteralmente le fondamenta, è sabotare il progetto di smantellamento definitivo dell’accademia pubblica in questo paese, proponendone un rovesciamento radicale, per costruire un’università giusta, democratica e capace di trasformare l’esistente.
Ecco il nostro tentativo.

Capitolo 0: Perché un Manifesto

Pandemia, anno primo, 2021. L’intero universo del lavoro sta subendo i contraccolpi della crisi economica e sanitaria, e quello universitario non fa eccezione. I problemi strutturali delle condizioni di lavoro e di vita nell’università italiana, più volte sollevati dalle mobilitazioni studentesche e della ricerca precaria, sono esplosi nella generale crisi e incertezza economica, sociale e sanitaria provocata dalla diffusione globale del virus.

Capitolo 1: Didattica e democrazia nell’Università

I moduli di insegnamento sono sempre più intesi come prodotti la cui fornitura è sempre più regolata da regole burocratiche tipiche del customer care. Gli insegnamenti sono ridotti ad una somministrazione e ripetizione ricorsiva di saperi parcellizzati, frammentati e uniformati, non comunicanti tra loro, segmentati in moduli prét-à-porter e riconosciuti attraverso la quantificazione dei crediti – triste e veritiera metafora della conoscenza nozionistica impartita nelle aule universitarie negli ultimi vent’anni.

Capitolo 2: L’insostenibile precarietà del lavoro di ricerca

Il ventennio di riforme dell’università appena trascorso ha avuto come obiettivo quello di rendere l’università stessa sempre più simile a un’azienda. Perché accadesse, era necessario che il lavoro di ricerca venisse riorganizzato e disciplinato: primo, per avere più personale di ricerca ricattabile, più frammentato e meno disposto a organizzarsi; secondo, per orientare la ricerca verso quei settori che rendono possibile l’immediata messa a valore delle conoscenze da parte del sistema economico attuale.

Capitolo 3: Ricerca e valutazione

La trasformazione neoliberale dell’università è stata caratterizzata da tre assi concettuali: l’individualizzazione dei percorsi garantita dalla precarizzazione strutturale delle carriere dellə giovani ricercatricə; il disciplinamento e la selezione dei saperi per classe, razzializzazione e genere e la centralizzazione del potere nelle strutture accademiche che avviene tramite il dispositivo della valutazione.

Questionario UniCovid2020

Come ricercatori e ricercatrici precari/e, borsisti/e, dottorandi/e, docenti a contratto che da anni lavorano a intermittenza all’interno di Università e Centri di Ricerca di questo paese, di fronteall’esplosione della pandemia e al suo impatto potenzialmente devastante sugli atenei e sulle nostre vite, abbiamo pensato che fosse necessario aprire uno spazio di confronto e discussione, per …

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